1969
STORIA DI UN FAVOLOSO ANNO ROCK
DA ABBEY ROAD A WOODSTOCK
A cura di Riccardo Bertoncelli
Giunti 2009

Questione di punti di vista. E il 1969 è un anno di tanti punti di vista. Quello dei Beatles e di George Martin nella lavorazione - lampo e trionfale - di Abbey Road. Quello dei Rolling Stones che perdono Brian Jones e liberano le farfalle a Hyde Park. Quello di Miles Davis che "inventa" il jazz elettrico guardando all'Africa e alla psichedelia. Quello di Frank Zappa più ipertrofico che mai e autore di un Hot Rats amato da pubblico e critica (ma snobbato dallo stesso autore). Quello di Michelangelo Antonioni con i Pink Floyd nelle orecchie per Zabriskie Point. Quello di newcomers come Led Zeppelin, Santana, King Crimson, Crosby Stills Nash & Young, Mc5 e Nick Drake. Quello dei 500.000 di Woodstock tra fango, buone vibrazioni e l'inno americano stravolto da Jimi.
E il punto di vista degli autori, guidati da Riccardo Bertoncelli che nell'ottobre del 1969 pubblicava Blues Anytime, bollettino del fan club del leggendario John Mayall, e prima fanzine italiana. Autori che ripercorrono gli eventi cruciali di un anno cardine per la storia del rock, ma più in generale dello spettacolo e del costume, vista la. Dopo il magico 1967, l'anno in cui tutte le coscienze giovanili erano sintonizzate sul Sgt. Pepper e su Monterey nel caldo inebriante della Summer Of Love, dopo il transitorio 1968, il '69 riconduce all'unità tutti i segmenti del mondo artistico e culturale nato con la rivoluzione psichedelica.
E' un anno di grandi produzioni musicali ed eventi live, ma anche di inesorabili contraddizioni: Woodstock è l'apoteosi della musica vista come elemento basilare per la nuova società ma anche l'inizio di un declino dovuto al dilagare delle droghe e alla stardom di tanti musicisti; Bob Dylan si addentra nel country, i Beatles si sciolgono, Wight è l'ultimo grande festival, Charles Manson tinge di sangue e inquietudine la California acida e utopica. Un lungo racconto edito da Giunti, con le voci di diversi autori (segnaliamo gli ottimi Zanetti, Marziano e Grompi, tra gli altri), che contribuiscono a dare un'immagine celebrativa ma anche obiettiva di quell'annus mirabilis.
D.Z.
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